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Museo Geologico e delle Frane

Museo Geologico e delle Frane

MUSEO GEOLOGICO E DELLE FRANE

Palazzo Alemanni,
Piazza San Donato, Civita di Bagnoregio (VT)

Tel. 328.85.92.040(Geol. Costantini)

Il “Museo Geologico e delle Frane” di Civita di Bagnoregio grazie alla sua peculiare ubicazione si pone come luogo di sintesi ed esposizione dei pregi naturalistici della zona compresa tra il Lago di Bolsena e la Valle dei Fiumi Paglia e Tevere, e come centro di studio e di interazione per coloro (accademici, professionisti, o semplici appassionati) che afferiscono a varie discipline quali ingegneria, archeologia, agronomia, e scienze della Terra: geologia
applicata, geomorfologia, idrogeologia, geologia stratigrafica, vulcanologia, mineralogia, paleontologia dei molluschi e dei vertebrati.

Il Museo inoltre, gestito e sviluppato da personale qualificato ed esperto, animato dalla passione per queste zone, che interagisce in modo costruttivo con le Istituzioni locali e le diverse realtà del territorio, rappresenta il mezzo privilegiato per valorizzare le potenzialità dei luoghi ancora in parte non adeguatamente espresse al meglio.

Il Museo promuove, coordina ed elabora la ricerca scientifica: il Museo non è un mero luogo di raccolta ed esposizione dei dati, ma un centro di riferimento attivo e dinamico per abitanti del luogo, turisti, studenti e scienziati, in cui ciascuno possa seguire con piacere le proprie attitudini imparando, confrontandosi o apportando nuove idee.

INAUGURAZIONE: 23 APRILE 2012

 Il Museo è stato inaugurato il 23 aprile 2012.

All’inaugurazione hanno presenziato l’On. Letta, Presidente Onorario dell’Associazione Civita, numerose autorità locali, tra cui il Presidente della Provincia di Viterbo Marcello Meroi, il Vescovo Monsignor Lino Fumagalli, il Prefetto di Viterbo Antonella Scolamiero, il Procuratore Capo Alberto Pazienti, il presidente della Provincia Marcello Meroi, e diversi sindaci e assessori provinciali.

Gli invitati sono stati accolti dal Sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti che ha
affermato: “Il nostro intento, anche grazie al patto di intesa con l’Università Iuav di Venezia [Istituto Universitario di Architettura di Venezia], è quello di attivare lo studio e la ricerca scientifica, al fine di poter contribuire, attraverso le giuste competenze, alla valorizzazione del patrimonio culturale, geologico, ambientale e architettonico di Civita di Bagnoregio”.

Il “Museo Geologico e delle Frane” racconta la storia evolutiva geologica, illustra i fenomeni geomorfologici in atto ed espone i progetti dedicati allo studio dell’insediamento di Civita e gli interventi di stabilizzazione della rupe e dei versanti. In realtà l’intero territorio della “Valle dei Calanchi” è un museo a cielo aperto, dove si riconosce quella unione perennemente instabile tra bellezze architettoniche, artistiche e forze della natura.

 “Civita è una città che vive – ha affermato nel corso dell'intervento l'onorevole Letta - un vero e proprio pellegrinaggio dello spirito. Oggi è il terzo anniversario dalla scomparsa del professore Imperatori e, al contempo, il 25° anniversario della nascita dell'Associazione Civita. Una coincidenza che è un atto dovuto e, indubbiamente, voluto. Una bellezza di un luogo così straordinario e unico; una
nuova tappa del Museo per la valorizzazione e la promozione dei beni”.

“Civita di Bagnoregio aveva bisogno di qualcosa di diverso e, grazie al contributo e
all'apporto del professore – ha proseguito Letta -  è cominciata l'era dell'economia della conoscenza; un nuovo modello di sviluppo. Nacque qui questa intuizione.
Imperatori era convinto che la visione deve precedere, strategicamente, qualsiasi programma: nella vita, come nell'azienda”.

“Il museo delle frane testimonia – ha concluso Letta – come la natura, con la sua
forza, riesce a modellare un paese e la sua architettura artistica: spettacolo per gli occhi e per lo spirito. Una realtà che non deve solo studiare il passato, ma anche l'avvenire. L'uomo, con la sua intelligenza e capacità, deve cercare di armonizzare ciò che la natura impone. Oggi il mio auspicio è quello che Civita di Bagnoregio divenga, in un momento così difficile, la metafora dell'Italia intera: bisogna bloccare le frane, arginarle e creare una realtà nuova”.

“Civita di Bagnoregio – ha sostenuto nel corso del suo intervento il presidente della
Provincia di Viterbo Marcello Meroi - è certamente uno dei borghi più belli della Tuscia, e non credo di esagerare definendo l’antica cittadina uno spettacolo unico al mondo. E’ un onore essere qui oggi insieme ai rappresentanti delle istituzioni, delle amministrazioni e delle associazioni che hanno fatto sistema per tutelare e valorizzare questo patrimonio di bellezza inestimabile. Il museo intitolato al professor Imperatori è un’opera di qualità, che senza dubbio contribuirà ai risultati della ricerca scientifica, e per questo voglio ringraziare tutti coloro che, in rappresentanza del pubblico e del privato, sono qui oggi a dare il proprio contributo a questa iniziativa. Grazie e buon lavoro a tutti da parte del territorio della Tuscia”.

Dopo il taglio del nastro gli invitati sono stati accompagnati nella visita dal Dott. Claudio Margottini e dal Prof. Tommaso Ponziani.
Il Direttore degli allestimenti Dott. Claudio Margottini, eminente e pregiato scienziato e profondo conoscitore delle problematiche di Civita, tra l'altro responsabile del coordinamento e sviluppo delle attività internazionali del Servizio Geologico d'Italia (ISPRA) e vice Presidente del Consorzio Mondiale sulle Frane, presso l'Università di Kyoto (Giappone), ha condotto l'on. Gianni Letta e altri invitati nel percorso museale offrendo un'accurata descrizione delle istallazioni. Il Prof. Tommaso Ponziani, Direttore del Museo, ha accolto alcuni invitati affermando: “il Museo documenta la storia di Civita - ha affermato il Prof. Ponziani - con le sue straordinarie e uniche bellezze naturali, nonché la vita dei suoi più illustri cittadini; storia attraversata da splendori e decadenze e purtroppo da un lento e inesorabile declino dovuto soprattutto al degrado strutturale della sua costituzione geologica e ai terremoti che l’hanno investita in tempi passati. Altresì mette in risalto gli  sforzi effettuati per rallentare tale degrado, utilizzando le più moderne tecnologie messe a disposizione dalle diverse agenzie competenti, in primo luogo l’ENEA e il CNR. Gli amministratori locali passati e presenti stanno influendo sulle istituzioni nazionali affinché venga promossa una legge speciale per Civita di Bagnoregio sulla fattispecie di Orvieto e di Todi. Negli anni passati l’Associazione Civita e il Consorzio di imprese legato ad essa hanno cercato di impostare un progetto complessivo finanziato anche dalla Legge Regionale n. 71/90.”

CIVITA DI BAGNOREGIO, UN MUSEO A CIELO APERTO

 Il piccolo paese di Civita di Bagnoregio e il territorio circostante noto come "Valle dei Calanchi” (corrispondente alle valli del Rio Torbido e del suo affluente sinistro Fosso di Bagnoregio) rappresentano un’area di interesse paesaggistico straordinariamente rilevante da valorizzare e salvaguardare, con caratteristiche che la rendono unica a livello nazionale ed internazionale. 

Tali caratteristiche sono:

- la varietà, la rapidità e l’elevata densità areale dei fenomeni di instabilità dei versanti;

- la possibilità di ricostruire con rara precisione il susseguirsi nel corso degli ultimi 300 anni delle modificazioni indotte sul nucleo urbano dall’evoluzione geomorfologica, attraverso l’esame di documenti e mappe;

-   la struttura urbanistica e architettonica di Civita di Bagnoregio, rimasta inalterata nei secoli (ad eccezione ovviamente dei manufatti lesionati o distrutti dalle frane)

 l’alto valore faunistico – vegetazionale e la straordinaria bellezza panoramica della “Valle dei Calanchi”.

Quanto elencato rende potenzialmente tutta l’area un vasto laboratorio naturale a cielo aperto dove unire la diffusione della cultura geologica e della prevenzione dei rischi naturali, la sperimentazione di sistemi di monitoraggio e di tecniche di consolidamento che garantiscano la salvaguardia paesaggistica e la compatibilità ambientale degli interventi, e la promozione turistica del territorio.

L'evoluzione dei versanti della Valle dei Calanchi è legata a fenomeni complessi interagenti fra loro; in generale i due processi principali sono:

-   la diminuzione della resistenza a taglio di rocce e terreni a causa dell’alterazione chimico-fisica in corrispondenza della superficie;

- l'aumento degli sforzi di taglio agenti, dovuti all'aumento dell'altezza e dell’acclività dei versanti per l’approfondimento delle valli avvenuto soprattutto durante l’ultimo stazionamento basso del livello marino (circa 18 mila anni fa durante l’ultimo periodo glaciale).

Le condizioni di instabilità dei depositi vulcanici hanno carattere tipicamente "regressivo" e dunque, se non adeguatamente mitigate, possono nel tempo coinvolgere porzioni più interne della rupe.

Un esempio evidente della rapida evoluzione del paesaggio che caratterizza i depositi argillosi è rappresentato dalla sella morfologica su cui è ubicato il ponte che conduce a Civita di Bagnoregio. In epoca medioevale in quest’ area sorgevano alcuni importanti complessi quali la rocca di Castel Gomizi, il convento di S. Francesco e la contrada di Mercatello dove si trovava il palazzo comunale e dove si svolgeva il mercato cittadino: il gruppo di case che ancora oggi porta il nome di Mercatello conserva ben poco dell’ originaria forma del borgo medioevale. Nel 1830 la sella aveva una quota minima di circa 410-416 m, nel 1854 la quota era di circa 410 m, nel 1912 di circa 406 m, nel 1937 di circa 397 m e nel 1944 di circa 392 m.

Attualmente la quota minima della sella è di circa 388 m. I piloni di cemento armato del ponte raggiungono una profondità di 25 metri all’interno delle argille.

 [testo: Geol. Giovanni Maria Di Buduo]

 

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Bollettino_Geologico_della_Teverina_-_n 07_gennaio_2017.pdf

ultimo aggiornamento di Mercoledì 08 Marzo 2017 09:04
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