Bagnoregio primi del novecento
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Bagnoregio
Città natale di San Bonaventura, Dottore Serafico.
"Io son la vita di Bonaventura da Bagnoregio, che ne' grandi offici sempre pospuosi la sinistra cura".
Paradiso - Canto XII - 127-129
L'antica secondaria borgata di Rota, è una tranquilla cittadina allungata su uno sperone tufaceo tra due profondi "solchi", il Rio Chiaro e il Rio Torbido, situata a circa 520 metri s.l.m.
Il territorio del comune di Bagnoregio confina a nord con Lubriano ed Orvieto; a sud con Montefiascone, Viterbo, Celleno; a est con Castiglione in Teverina, Civitella d'Agliano; a ovest con Bolsena.
Ha una superficie di 7263 ettari (circa), comprende le frazioni di: Vetriolo; Castel Cellesi, il borgo di Civita di Bagnoregio, i nuclei di Capraccia e Ponzano.
Il Borgo di Civita è arroccato su uno sperone di roccia tufacea a 443 metri s.l.m. e dai punti panoramici appare in un isolamento quasi irreale.
L'origine del nome "Bagnoregio" non è stata ancora accertata.
Il nome Balneum Regis, corretto poi in Bagnorea e ripristinato, con decreto regio, nelle forma originaria italianizzata solo nel 1922, deriva dalla presenza delle acque termali connesse con il vulcanismo vulsinio.
La leggenda vuole che Desiderio, re dei Longobardi la battezzasse con tale nome, perché guarito da una grave malattia proprio grazie alle acque termali che scaturivano dalla città; ma un documento del '600, una lettera scritta da Gregorio Magno, riguardante la nomina del vescovo della città, cita il toponimo Balneum Regis, dunque già in uso prima della dominazione longobarda.
E' comunque probabile che il nome derivi dalla presenza di acque termali dalle particolari proprietà terapeutiche.
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